Grano d'Aprile

Vittoria Coppola

Biblioteche: Madri silenziose

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Ho già scritto in passato sulla importanza dei libri e dei luoghi che li ospitano. Ho parlato in più di un’occasione della bellezza delle librerie, riferendomi in particolare alle cosiddette indipendenti. Perché sempre più rare, purtroppo per tutti noi.

 

In questo mese d’ottobre mi soffermo su un altro luogo amico dei libri, che vedo piangere ingiustamente troppo spesso: la biblioteca. Già, la casa madre delle pagine, dalle più antiche a quelle più moderne. Pensate, un luogo in cui è possibile entrare, chiedere l’opportunità di conoscere gratuitamente una nuova storia, farci ritorno tempo dopo e sostituire quella storia con un’altra… E ci si arricchisce, giorno dopo giorno. Si sogna, si immagina, si vive attraverso gli altri. E lo si può fare all’infinito.

 

Niente meno di questo… Io stessa vivo in un paese di provincia, che ha la sua biblioteca, con annesso il suo bibliotecario. Sempre lui, sempre affidabile. Sin da quando ero bambina. La biblioteca, pertanto, è inequivocabilmente un patrimonio per il mio paese. Ebbene, nonostante questo: sento urlare forte il suo silenzio! In ogni blog o pagina di giornale, non mancano mai articoli e titoloni come: “Salviamo le biblioteche”. Mi chiedo perché siamo arrivati a questo. Perché le biblioteche debbano lentamente morire. Diamo loro sostegno! Doniamo i nostri libri! Doniamo i sogni.

5 ottobre 2013

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Vittoria Coppola

Nata in Salento, splendido territorio in cui tutt’ora vive e lavora.
Per diversi anni ha lavorato nel settore turistico, che continua a seguire con passione e interesse.
Ha due romanzi all’attivo. Il primo – “Gli occhi di mia figlia” – grazie ai lettori che lo hanno sostenuto, nel 2012 ha vinto l’annuale concorso-sondaggio del Tg1 “Il libro dell’anno lo scegli tu”-Billy il vizio di leggere.
Il secondo romanzo è uscito nel novembre 2012, si intitola “Immagina la gioia”. Ad oggi è alla terza ristampa.
Entrambi sono editi da Lupo Editore.
Nel luglio 2012 ho ricevuto il Premio Nazionale Vrani per la Cultura.

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