Grano d'Aprile

Vittoria Coppola

E’ arrivato il ”mangia teste’!

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Rientrata dalle ferie ho trovato un pacco vicino alla porta… Il mittente un noto bookshops, all’interno ‘ll mangia teste‘, il nuovo libro di Samuel Giorgi (Piemme 2013). Per quanto mi riguarda, sarà il primo thriller con cui mi confronterò, e sono piuttosto curiosa di scoprirlo! Ho incontrato l’autore e – per inaugurare il mese di settembre – gli dedicherò questo spazio, ringraziandolo di aver accettato il mio invito. A voi la sua ‘voce’!

 

La storia: ‘Mentre un bambino confessa alla madre che di notte incontra nella sua stanza uno strano mostro che si fa chiamare Il Mangiateste, a Grazzeno di Val d’Ossola, la panettiera del paese, il commesso di una piccola boutique, una coppia di anziani parrocchiani, una bambina ritardata e con loro diversi altri compaesani, improvvisamente sono assaliti e perseguitati da incubi devastanti. La vita di tutti i giorni diventa una tortura insostenibile, la peggiore delle sofferenze, la più crudele delle maledizioni. Al punto che arriveranno tutti (tutti e tredici) a togliersi la vita nei modi più cruenti e dolorosi che si possano immaginare. Da dove nascono tanto dolore e tanta violenza? Cosa nutre gli incubi di queste persone? Chi è il Mangiateste?

 

A Villa Luce (l’Istituto psichiatrico che si trova ai piedi del paese), personaggi bizzarri trascorrono le loro giornate allo scuro della tragedia che si sta consumando a pochi passi dalle loro finestre. A Grazzeno i ruoli sembrano essersi invertiti, come se la follia e gli incubi dei malati avessero invaso le strade e le case del paese. Nei bar, nei vicoli acciottolati, sulle panche della Chiesa, tra le bancarelle al mercato, la gente vagheggia di antiche credenze e superstizioni, improbabili maledizioni giunte dal passato a punire i peccati degli uomini. Mentre all’Istituto, qualcuno inizia a scavare tra le cartelle dei malati per scoprire la verità. Alla fine, forse, solo un persona sarà in grado di dipanare le nebbie di questo mistero, un uomo capace di attraversare le terre di confine tra ciò che è reale e ciò che abita gli incubi più profondi fatti di orrore e solitudine eterna. Quest’uomo si chiama Bruno Widmann, uno psichiatra profiler, accompagnato dalla nuova assistente, Luna Fontanasecca. Entrambi sono dotati di particolari poteri, sono due sensitivi al servizio della giustizia.”

 

La vicenda della pubblicazione: ‘Molto in questi mesi mi chiedono grazie a quale magia o miracolo sia riuscito a esordire con un editore importante come Piemme. Di solito, confesso che è stato merito delle donne. Dal giorno in cui ho scritto la parola fine a quello in cui ho firmato il contratto, infatti, il manoscritto del Mangiateste è stato letto solo da quattro donne. È iniziata così. Un giorno di non molti anni fa ho deciso di provare a scrivere qualcosa, una storia, pensieri sparsi, non avevo idea all’inizio. Non l’avevo mai fatto, non ne avevo mai sentito il bisogno. Compro una minuscola moleskine. Mi siedo sul monumento della stazione di Pietrasanta (dove mi trovavo in vacanza) e approfitto, mentre il mio cane fa i bisogni, per cercare ispirazione. È buio, non c’è nessuno. Solo un clochard che spinge un carrello carico di quello che resta della sua vita. Inizio a prendere appunti. Quegli appunti dopo qualche mese diventeranno una prima storia. La storia c’era ma il romanzo non ancora. Ero ancora acerbo per un romanzo e decido di mettermi a scrivere racconti brevi. Dovevo fare palestra.

 

Arrivo a scrivere quasi seicento pagine in un anno e mezzo, senza farle leggere ad anima viva. Un giorno scopro che su internet ci sono siti per esordienti e scrittori alle prime armi. Provo a mando qualche racconto. Partecipo a tre piccoli concorsi. Arrivo sempre nei primi posti. La cosa mi fa sentire più forte e allora riprendo in mano l’idea del romanzo. Tengo i personaggi che avevo pensato inizialmente e li colloco in una storia nuova. La concludo. E la tengo lì. Nel frattempo, d’estate, mio fratello con moglie e figli va in vacanza in Puglia e incontra una donna. Sono vicini di ombrellone. La donna ha lo stesso cognome di nostra nonna materna. Coincidenze. La signora lavora in un’importante casa editrice. Coincidenze. È anche una lettrice bulimica di gialli e thriller. Raggiunta una certa confidenza, mio fratello le confessa che il suo consanguineo si diletta nella scrittura. La donna si dichiara disponibile a dare una lettura al testo e a offrire qualche suggerimento. Di più non potrebbe: il suo editore non si occupa di narrativa contemporanea. Io glielo mando. La donna con il cognome di mia nonna legge le quattrocento pagine dello sconosciuto e produce una scheda di tre pagine fitte di consigli e apprezzamenti. In calce questa frase: “il testo non è niente male ed è assolutamente proponibile a un editore”.

 

Negli stessi giorni, una mia amica sentendo la storia della suddetta donna, e incuriosita dal fatto che io mi diletti nella scrittura (non lo sapeva), mi chiede di poter leggere il testo. Anche lei entusiasta mi dice che dovrei provare a mandare il testo a un’altra sua amica, che invece lavora in un’agenzia letteraria. Coincidenze. Spedisco il manoscritto. L’amica legge l’abstract, mi chiede il file completo e lo manda a Firenze dalla persona che valuta i manoscritti per l’agenzia. Si tratta di un’altra donna e anche lei si innamora del romanzo. Insieme (sempre a distanza, queste donne – a parte la mia amica – fino ad allora non le avevo mai incontrate di persona) facciamo un intenso lavoro di editing. Da qui partono le proposta alle case editrici. Gli editor che lo valutano sono (se non sbaglio) quasi tutte donne. Tre case editrici (grandi) si dichiarano interessate. In due arrivano a contenderselo all’asta. L’editor di Piemme una donna, fa di tutto per aggiudicarselo. Il Mangiateste viene inserito nella collana LineaRossa di noir e thriller di autori già affermati e di una certa fama (io sono il primo esordiente della collana).’

 

L’autore: Samuel Giorgi è nato a Milano nel 1968. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, vive in un piccolo comune del Parco del Ticino con la moglie e i due figli. Il Mangiateste è il suo primo romanzo. In bocca al lupo Samuel!

 

1 settembre 2013

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Vittoria Coppola

Nata in Salento, splendido territorio in cui tutt’ora vive e lavora.
Per diversi anni ha lavorato nel settore turistico, che continua a seguire con passione e interesse.
Ha due romanzi all’attivo. Il primo – “Gli occhi di mia figlia” – grazie ai lettori che lo hanno sostenuto, nel 2012 ha vinto l’annuale concorso-sondaggio del Tg1 “Il libro dell’anno lo scegli tu”-Billy il vizio di leggere.
Il secondo romanzo è uscito nel novembre 2012, si intitola “Immagina la gioia”. Ad oggi è alla terza ristampa.
Entrambi sono editi da Lupo Editore.
Nel luglio 2012 ho ricevuto il Premio Nazionale Vrani per la Cultura.

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