Grano d'Aprile

Vittoria Coppola

Il buon senso della parola

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Ma come può esistere ancora il razzismo? Come può essere possibile che – al giorno d’oggi – non ci sia ancora la cultura del “buonsenso della parola”?

 

Questo mio sgomento parte da una frase che ho letto su internet, su cui si sta inevitabilmente discutendo in queste ore. Per capirci, vi rimando – per esempio – a questo articolo. È quanto mai sconvolgente che dei ragazzi possano pronunciare parole così vuote di logica ma cariche di vergogna. È vero che si tratta di un’esternazione che può essere non ragionata bensì detta con impulso.

 

Credo, tuttavia, che ci si debba impegnare affinché in tutti noi, il buonsenso acquisti (finalmente!) pieno diritto e piena forza! E mi riferisco al buonsenso della parola. Perché – è vero – si può cascare in frasi e concetti fuori luogo.

 

Capita a tutti. Eppure quando, tra le mura SCOLASTICHE, serpeggia così tanta leggerezza, occorre quadruplicare l’impegno da parte di tutti noi, affinché i bambini, i ragazzi e gli adulti sentano il peso delle parole e le usino con la testa. Spero tanto che nelle scuole vengano proposte letture tali da arrivare alle coscienze. Perché tutti noi possiamo sbagliare, riflettere e cambiare.

8 ottobre 2013

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Vittoria Coppola

Nata in Salento, splendido territorio in cui tutt’ora vive e lavora.
Per diversi anni ha lavorato nel settore turistico, che continua a seguire con passione e interesse.
Ha due romanzi all’attivo. Il primo – “Gli occhi di mia figlia” – grazie ai lettori che lo hanno sostenuto, nel 2012 ha vinto l’annuale concorso-sondaggio del Tg1 “Il libro dell’anno lo scegli tu”-Billy il vizio di leggere.
Il secondo romanzo è uscito nel novembre 2012, si intitola “Immagina la gioia”. Ad oggi è alla terza ristampa.
Entrambi sono editi da Lupo Editore.
Nel luglio 2012 ho ricevuto il Premio Nazionale Vrani per la Cultura.

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