Grano d'Aprile

Vittoria Coppola

Il caso Krolevsky e il calcolo dell’inatteso

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Un libro che è anche cinema e filosofia.
Alessio Gambaro e Christian Zecca ne sono gli autori, per Falsopiano Cinema.

Il Caso Krolevsky ci offre il pensiero filosofico di Max Frisch, drammaturgo.
Ho incontrato questo libro inaspettatamente. Ma il caso devia, a volte. È proprio vero.
Nelle pagine ci viene detto che la vita è un gioco di scacchi, ma non solo.
Il lettore balla un valzer, immerso in una realtà che va ben al di là delle apparenze.

Oggi, la parola va a Stefano Donno, giornalista e critico letterario, che per l’opera di Gambaro e Zecca ha scritto pagine condensate di pensiero, vita e fatti.

Stefano Donno definisce Il Caso Krolevsky “Il libro delle possibilità” e aggiunge:

Il libro in oggetto è un’operazione che meticcia estetica del cinema, filosofia, sperimentalismo puro attraverso una miriade di suggestioni che non possono lasciare indifferente il lettore. Dunque lavoro ineccepibile quello realizzato nel volume edito da Falsopiano dal titolo emblematico "Il caso Krolevsky", per il quale Alessio Gambaro e Christian Zecca hanno poi costruito con perizia un film basato sul pensiero estetico/filmico del grande scrittore e drammaturgo Max Frisch. In Italia Feltrinelli pubblica numerosi suoi lavori. Il film dei due registi genovesi parla per enigmi, metafisici, spaesanti dove la finzione è pre/testo per costruire realtà altre, multiformi, quasi pluriversi di senso dove il gioco della realtà è una “partita a scacchi con la Morte”. Forse sia per il film che per il libro si potrebbe parlare di una matematica universale del senso, dei segni, dei simboli, proprio perché la vita, l’esistenza intera è un’oscillazione perpetua tra caos e certezza, tra incertezze e desiderio di verità. Questa poi in fondo è la cifra del pensiero di Max Frish.

È l’individuo che nel suo dna custodisce il segreto della realtà e della possibilità. Un dramma che ogni giorno da ogni individuo umano viene agito e condotto all’interno del proprio tracciato biografico, ma che forse offre l’opportunità di una fuga, ovvero l’assunzione teorica perlomeno che la vita è un "gioco scenico". "Il caso Krolevsky" tanto come libro che come prodotto cinematografico contribuisce far conoscere e amare una mente liquida del secolo scorso, ancor prima che le teorie della liquidità sociale venissero create in vitro. (Stefano Donno).

Lettura consigliata.

1 giugno 2013

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Vittoria Coppola

Nata in Salento, splendido territorio in cui tutt’ora vive e lavora.
Per diversi anni ha lavorato nel settore turistico, che continua a seguire con passione e interesse.
Ha due romanzi all’attivo. Il primo – “Gli occhi di mia figlia” – grazie ai lettori che lo hanno sostenuto, nel 2012 ha vinto l’annuale concorso-sondaggio del Tg1 “Il libro dell’anno lo scegli tu”-Billy il vizio di leggere.
Il secondo romanzo è uscito nel novembre 2012, si intitola “Immagina la gioia”. Ad oggi è alla terza ristampa.
Entrambi sono editi da Lupo Editore.
Nel luglio 2012 ho ricevuto il Premio Nazionale Vrani per la Cultura.

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