Grano d'Aprile

Vittoria Coppola

La luce tra le pagine di un libro

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Era ottobre e nei due mesi precedenti non avevo più trovato nulla di stimolante nelle pagine dei libri che avevo acquistato.
L’incontro con La luce sugli oceani è stato casuale.

 

Ho deciso di aprirlo nella speranza di porre fine al “blocco del lettore” che mi aveva investita da un po’ di tempo. Troppo.
Ho letto pagine fatte di carta e ho avuto, vivo negli occhi, il viso paonazzo di una bimba che strillava per la mancanza della sua mamma.

 

Mi sono lasciata andare ad un andirivieni per la stanza e ho percepito sotto i piedi scalzi la sabbia di un’isola lontana.
Sono tornata alla realtà rimpiangendo l’immaginazione.
Mi sono avvinghiata all’inchiostro come fosse linfa vitale.

 

Ai miei occhi, il romanzo dell’australiana esordiente M. L. Stedman è stata (ed è tuttora) l’opera di una donna dotata di estrema sensibilità.

 

La Luce sugli oceani (Garzanti 2012) è una storia degli anni venti, di tutto ciò che ne consegue e del carico storico che si porta con sé. Tuttavia, parla d’amore: un sentimento provato e nutrito nel profondo dell’anima: un amore tra uomo e donna, madre e figlia.

 

Un palpito ingannato dal senso di colpa. Ma è anche la storia di un sentimento privato – nel senso che non viene, deliberatamente, concesso – ad una madre naturale senza colpa. Ripensandoci oggi, sorrido perché so bene di aver rimandato di giorno in giorno il mio appuntamento con l’ultima pagina, che – evidentemente – ne avrebbe segnato la fine.
Ho avuto necessità di nutrirmi di quell’amore.

 

Ho sperato di riuscire a consolare quella bambina innocente.
Ho desiderato di poter parlare a quella madre.
Ho preteso da me stessa di salvare quel padre.
Mi sono illusa di poter carezzare il viso smunto di quella giovane donna che aveva perso tanto, troppo, per essere ritenuta colpevole.

 

La luce sugli oceani è stato uno dei più bei romanzi che io abbia mai avuto il piacere di leggere. Semplicemente magnifico.
Quell’isola potrà anche essere immaginaria (“non poi tanto”, come ha affermato la stessa autrice), ma le emozioni superano di gran lunga i luoghi: esse sì, sono autentiche.

La più bella lettura del mio 2012.

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Vittoria Coppola

Nata in Salento, splendido territorio in cui tutt’ora vive e lavora.
Per diversi anni ha lavorato nel settore turistico, che continua a seguire con passione e interesse.
Ha due romanzi all’attivo. Il primo – “Gli occhi di mia figlia” – grazie ai lettori che lo hanno sostenuto, nel 2012 ha vinto l’annuale concorso-sondaggio del Tg1 “Il libro dell’anno lo scegli tu”-Billy il vizio di leggere.
Il secondo romanzo è uscito nel novembre 2012, si intitola “Immagina la gioia”. Ad oggi è alla terza ristampa.
Entrambi sono editi da Lupo Editore.
Nel luglio 2012 ho ricevuto il Premio Nazionale Vrani per la Cultura.

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