Grano d'Aprile

Vittoria Coppola

Lunga vita alle storie normali

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Leggo “Le difettose” di Eleonora Mazzoni (Einaudi). Sono alle primissime parole, dunque non so ancora dove la storia raccontata andrà a parare. Quel che è certo è che mi attira.

 

Sì, è vero: sono una donna a cui piace leggere libri scritti da donne. È vero persino che il tema della maternità mi affascina ed accomuna moltissime delle mie letture preferite. Il libro della Mazzoni mi induce ad affermare con sempre maggiore convinzione, che al di là dei generi in cui pare si voglia ostinatamente inserire ogni storia che viene pubblicata, le pagine che raccontano la normalità, non conosceranno mai crisi.

 

Auguro lunga vita ai libri che offrono al lettore vite normali, in cui ci si può ritrovare con estrema naturalezza, senza sforzo o titubanza. Questi sì, che sono libri senza tempo. Prima di concludere questo breve post, ci tengo a precisare che definire il bellissimo libro di Eleonora Mazzoni come una “storia normale”, è per me il più aulico dei complimenti.

 

Dal mio personalissimo punto di vista, è assai arduo afferrare la normalità e riuscire a narrarla. Provo dunque sincera ammirazione per le scrittrici che mi offrono in dono la vita con le loro pagine. Il resto sono fatti messi per iscritto. La straordinaria normalità è tutta un’altra cosa.

30 ottobre 2013

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Vittoria Coppola

Nata in Salento, splendido territorio in cui tutt’ora vive e lavora.
Per diversi anni ha lavorato nel settore turistico, che continua a seguire con passione e interesse.
Ha due romanzi all’attivo. Il primo – “Gli occhi di mia figlia” – grazie ai lettori che lo hanno sostenuto, nel 2012 ha vinto l’annuale concorso-sondaggio del Tg1 “Il libro dell’anno lo scegli tu”-Billy il vizio di leggere.
Il secondo romanzo è uscito nel novembre 2012, si intitola “Immagina la gioia”. Ad oggi è alla terza ristampa.
Entrambi sono editi da Lupo Editore.
Nel luglio 2012 ho ricevuto il Premio Nazionale Vrani per la Cultura.

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